Il Catalano, la lingua di Barcellona ma non solo

La lingua catalana è parlata non solo, come si pensa, a Barcellona ma anche in diversi altri luoghi. È infatti la lingua nativa della Catalogna, della regione murciana del Carxe, delle Isole Baleari ( dove si parla il Maiorchino, un dialetto del catalano), della città di Alguer (Alghero) in Italia, del Rosellón (una frangia di terre aragonesi limitrofe con la Catalogna) e della Comunità Valenciana nella sua variante chiamata Valenciano (fanno eccezione alcune sue regioni occidentali).
In cifre globali, il dominio linguistico catalano supera i 60.000 km2 ed i 9 milioni di abitanti, sebbene solo una percentuale compresa tra il 60 e l’80 % dichiara di farne uso quotidiano. Perchè iniziare un articolo così?

Innanzitutto per sfatare un mito, quello che sostiene che il Catalano sia solo un dialetto del Castigliano, lo spagnolo tradizionale. Poi per dare un’idea del fatto che non si tratti semplicemente di una sottospecie di lingua, ma rappresenta un’identità culturale a tutti gli effetti, indicata nelle cartine geo-politiche spagnole come 3ª lingua Nazionale, assieme naturalmente al Castigliano ed all’Euskera, la lingua dei Paesi Baschi.

Ê orgoglio dei cittadini barcellonesi, quindi catalani, fieri delle proprie origini. A differenza di quanto si possa pensare non è una lingua usata solo dalla popolazione anziana, anzi il catalano è usato tantissimo dai giovani, che la considerano come prima lingua e storcono il naso nel momento in cui gli si chieda informazioni in castigliano o (peggio ancora) in inglese.

Vivere a Barcellona però non è impossibile nel caso in cui non si conosca il Catalano. Infatti per quanto utilizzato (viene insegnato nelle scuole, in alcune università le lezioni sono in catalano ed anche i cartelli stradali sono in lingua catalana, giusto per darvi un esempio) tutti gli abitanti della Catalunya sono bilingue e quindi in grado di esprimersi in entrambe le lingue. Ovviamente fanno eccezione alcuni casi di persone estremamente legate alla propria cultura che si rifiutano di parlare il “comune spagnolo”. Questo avviene soprattutto al di fuori della metropoli catalana, dove la gente non a contatto quotidiano col Multiculturale, tende a esprimersi principalmente in Catalano, se non espressamente invitata a parlare castigliano.
Emblematico quello che mi è capitato, qualche tempo fa, in una panetteria a Girona, cittadina ad un’ora da Barcellona in piena Catalogna. Qui, ho cominciato una piccola discussione in spagnolo che si è protratta per qualche minuto. A metà della conversazione, nonostante i commessi della panettiera sapessero parlare perfettamente spagnolo, mi hanno chiesto esplicitamente se la comunicazione da parte loro potesse avvenire in catalano. Solo la presenza di amici del posto mi ha allora risparmiato una scena muta e un acquisto sbagliato.

Il catalano, in quanto lingua neolatina, ha radici comuni a quelle dell’italiano e per noi italiani, con un pò di pratica naturalmente, non è impresa impossibile capirlo, anche se, per riuscire a parlarlo, correttamente, c’è bisogno di molta pratica.

Un altro mito da sfatare è che la conoscenza di questa lingua sia imprescindibile per poter trovar lavoro a Barcellona: falso o perlomeno non del tutto vero. Barcellona è una metropoli estremamente multi-culturale e, fatta eccezione per alcune imprese a conduzione familiare, l’uso di un corretto Castigliano può bastare. Certo, il presentarsi in catalano ed il dimostrarne una conoscenza che vada al di là del Bon Dia (buongiorno) e dell’ Adeu ( arrivederci) vi darà quella marcia in più nella ricerca di un lavoro, ma non consideratela una condicio sinequanon.

Consiglio: cerchi una scuola di lingue? Guarda qui la lista delle scuole di lingue a Barcellona

Federico

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