Lo Abbiamo Provato: Dans Le Noir? – mangiando al buio a Barcellona

Definito come “più di un ristorante – un’unica esperienza dei sensi”, Dans Le Noir? propone un concetto di cena di certo intrigante. L’idea? Piuttosto semplice a dire il vero: cena al buio, servita da camerieri non vedenti, condividendo il tavolo con altri clienti sconosciuti. Chiaramente, si mangia con le mani.

Capito cosa intendiamo per intrigante?

Non potendo rinunciare all’idea di un’esperienza sensoriale il sabato sera, indossato l’abito da occasione (rimanendone in seguito perplessi riguardo l’utilità), ci siamo diretti al ristorante Dans le Noir in Paseo Picasso, a fianco del parco della Ciutadella. Non senza un tocco di trepidazione, lo ammettiamo.

Abbi fede

Sorseggiando il nostro drink di benvenuto nella reception del ristorante, cominciavamo a sentirci più a nostro agio. Lo staff era chiaramente abituato a rispondere alle domande di clienti preoccupati che cominciavano a realizzare cosa vi fosse in serbo per loro.
Ingresso Dans Le Noir?

“E se qualcuno mi deruba al buio!?”
– “Impossibile, dovete lasciare tutti i vostri averi nelle cassette di sicurezza all’ingresso.”
“Sono vegetariano. E celiaco. E se mi avvelenate?”
– “Nessun problema Abbiamo preso nota delle sue esigenze e abbiamo adattato il suo menu individuale.”
“Come posso andare in bagno?”
– “Le basterà chiamare uno dei camerieri che l’accompagnerà ai servizi.”

Rassicurati a dovere, abbiamo lasciato i nostri averi nelle apposite cassette, prendendo posto nella fila di persone che si stava formando di fronte ad una tenda incredibilmente spessa. Una mano sulla spalla del cliente dinnanzi, quasi in una sorta di conga, e dopo due passi eravamo completamente immersi dal buio. E quando diciamo buio, intendiamo blackout totale. Entrando nella sala buiaQuel tipo di oscurità che, se vi pensate, ormai raramente sperimentiamo oggigiorno, come uno dei commensali ha voluto precisare. Anche la notte, infatti, siamo esposti a qualche fonte di luce, che siano i lampioni della strada, la sveglia o molto più semplicemente il nostro cellulare. Siamo pertanto avanzati lentamente, passando attraverso presumibilmente a delle pareti, eccitati all’idea di dover fare esclusivamente affidamento sugli altri sensi per compiere il più semplice gesto di prendere posto.

Nel buio chiunque può sentirti urlare

Arrivati sani e salvi ai nostri posti, il vero divertimento è cominciato. Lo staff ci aveva in precedenza spiegato che la clientela tende a compensare la perdita totale della vista urlando a gran voce: poco più tardi si verificò quanto previsto. Diverse volte i camerieri hanno dovuto zittire gli ospiti un po’ troppo animati mentre si strillavano a vicenda. “Osservare” le manie della gente al buio si rivelò un’esperienza più che affascinante.

Dove il nero in realtà è bianco

E il cibo? Privati dell’abilità di apprezzarne i colori e la presentazione, l’avremmo tuttavia gustato?
Ebbene si, ma in un modo del tutto inaspettato.

Nonostante le posate siano comunque fornite ai più delicati, abbiamo realizzato in fretta che a) localizzare la forchetta b) inforcare il cibo c) avvicinare la forchetta con successo alle nostre bocche, era molto più complicato di quanto credessimo. Di conseguenza, abbiamo fatto la cosa più sensata, tastando il cibo con mano. Inoltre, nel buio, toccare con le dita il proprio cibo è l’unico modo di capire cosa si stia effettivamente mangiando.

Le grida di eccitamento si trasformarono in fretta in calorosi dibattiti , nel tentativo di indovinare la sostanza gelatinosa appena toccata. Melanzana? Una cucchiaiata di purè? Un uovo sodo? (Uno peggio dell’altro: era tonno).
Vini Dans Le Noir
Ad ogni piatto che, è il caso di dire, capitava sotto mano, i tentativi di indovinare peggioravano sensibilmente. La cosa più interessante era ascoltare persone intente a descrivere i diversi vini d’ogni portata. Si poteva quasi sentire il nostro cameriere non vedente Alex mentre sorrideva tra sé e sé all’ennesima intuizione sbagliata di turno. Privati del senso della vista, siamo stati costretti semplicemente ad assaporare qualunque cosa avessimo nel piatto, anziché affrettarci a dire “Non mi piace”. Davvero affascinante.

La grande rivelazione

La grande rivelazioneDopo aver spazzolato ben quattro portate e relativi vini d’accompagnamento, era tempo di tornare alla luce. Oh che sollievo!
Tornati al bar, lo staff ci ha mostrato sul computer cosa abbiamo mangiato (e i piatti erano meravigliosi!). A quel punto abbiamo realizzato che la melanzana era tonno, che il vino bianco era rosso e che il rosè può davvero scombussolarti.
Quindi, qual è stato il nostro parere riguardo questa esperienza?
In una parola: un’idea brillante
Il cibo era delizioso, nonostante difficilmente riconoscibile al buio. Inevitabilmente, la parte più divertente è stata l’interazione con gli altri commensali, tutti assieme, in quello che si è rivelato un vero e proprio esperimento sociale. Nient’altro che un pizzico di trepidazione reciproca per rompere il ghiaccio che ti ritrovi immerso in mille discorsi con le persone attorno a te in modo naturale e coinvolgente. Assolutamente un’esperienza da fare durante il vostro soggiorno a Barcellona.

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