Il ritmo spagnolo: il fuso orario di Barcellona

Ma come, sono le nove e mezza e ancora non hai cenato? Non c’è mica il fuso orario lì vero?” mi domandava mia mamma al telefono. “No no non c’è il fuso, ma qui non è ancora ora di cena” è stato quello che le ho risposto immediatamente. Ora che ci ripenso però una sorta di fuso orario c’è eccome, anche se molte cose stanno cambiando.

La Spagna del passato
Ad esempio, almeno per quel che riguarda la mia esperienza a Barcellona, una delle tradizioni spagnole che più ne caratterizzava lo stile di vita è praticamente scomparsa. Sto parlando della tipica pausa pranzo di due ore meglio conosciuta come la siesta, che (s)fortunatamente è stata abolita dal governo Zapatero nel 2005. Molti rimpiangono questo momento in cui si socializzava seduti a tavola, i pranzi pantagruelici e, ovviamente, il sonnellino pomeridiano, mentre altri ringraziano perché possono tornare a casa prima e avere parte del pomeriggio libero. Con la scomparsa della siesta però è venuto a mancare una parte dello stile di vita spagnolo e gli orari si stanno standardizzando con quelli europei. Nonostante questo, un piccolo quasi innotabile fuso orario è ancora percepibile, almeno per me che vengo dal Nord del Belpaese

siesta, foto di jordi Cucurull

Il tran tran quotidiano a Barcellona
Barcellona si sveglia generalmente un’ora dopo Verona. Infatti, non è raro entrare in ufficio alle 9.30 del mattino e se non alle 10. Allo stesso modo anche i negozi aprono intorno alle 10 per chiudere alle 21.00, mentre ad esempio a Verona è impensabile entrare in un negozio alle 19.30 per fare shopping: le commesse ci inviterebbero a uscire perché devono chiudere. Un altro esempio sono le edicole: quelle italiane indipendentemente da dove si trovino chiudono intorno alle 20.00 mentre su Las Ramblas rimangono aperte anche fino a mezzanotte. Mentre tra le 14.00 e le 16.00 non si trovano negozi e minimarket aperti fuori dalle zone turistiche.

Orario dei pasti
Chi ben comincia è a metà dell’opera. Quindi, ci si può aspettare solo che gli spagnoli pranzino e cenino più tardi. Se non si vuole mangiare da soli o circondati da turisti o trovare la cucina chiusa, allora bisogna tenere bene a mente che qui generalmente si pranza alle 14.00, che si cena intorno alle 22.00 (a volte un tavolo libero lo si trova anche alle 23.00) e che nei ristoranti meno turistici la cucina apre alle 20.30. Conseguentemente se si è nuovi a Barcellona e si vuole dare una festa post-cena che inizia alle 22.00 per conoscere i propri vicini, quasi sicuramente non si presenterà nessuno! Per lo stesso motivo se si accende la televisione alle 21.00 aspettandosi l’inizio di un film si troveranno quasi solo telegiornali o quiz televisivi, infatti la prima serata inizia alle 22.00.

mangiare a barcellona, foto di robertpaulyoung

vita notturna a Barcellona, foto di Martin Dougimas

La vita notturna
Le prime sere a Barcellona mi sorprendevo a pensare che fosse molto più presto di quanto in realtà non fosse. Per esempio, Plaza de Espanya alle 23.30 è talmente movimentata, affollata e illuminata da dare l’illusione che siano solo le 22.00.
Ovviamente qui, la serata in discoteca comincia più tardi. In Italia si entra nel vivo della festa più o meno dalle 1.30 mentre se si va in una discoteca spagnola a quest’ora si evitano le code, si entra spesso gratuitamente e, a volte, si riceve addirittura un drink gratuito. Tutto questo perché all’una ci sono ancora poche persone e i locali cercano di attirare gente. A Barcellona si entra nel vivo delle serata alle 2.30-3 per poi ballare tranquillamente fino alle prime luci dell’alba e, se si ha ancora voglia di scatenarsi è facile trovare un after, cioè una festa che inizia intorno alle 5.00/6.00 per finire verso le 10.00 del mattino.

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