Barceloneta dopo il 1992

L’evento a cui si deve il grande passaggio di Barcellona da città di mare e cultura a meta turistica di enorme valore e dalle potenzialità quasi infinite è da ricercarsi nelle Olimpiadi del 1992, ancora oggi motivo d’orgoglio per i cittadini catalani che in quell’anno hanno visto la consacrazione della loro città nel mondo.
Da quel momento, la città si è potuta considerare una delle principali mete europee, alla pari delle già turisticamente sviluppate Londra o Parigi.

Quando venne scelta la capitale catalana come luogo ideale per l’organizzazione dell’evento sportivo più famoso al mondo, questo implicò grandi cambiamenti urbani, con l’apporto delle principali innovazioni ai quartieri più vicini al mare, come la Barceloneta e quello che poi diventò il Villaggio Olimpico. Le vecchie fabbriche industriali, che dominavano i quartieri limitrofi al mare, furono trasformate, vennero aperte discoteche, ristoranti e chiringuitos (i piccoli bar sulle spiagge). Oggi i palazzi che hanno ospitato le Olimpiadi sono stati riconvertiti in svariati appartamenti residenziali, unici per il loro passato.

Nonostante l’onda di cambiamenti, la Barceloneta ha conservato la sua naturale vocazione di barrio popolare, e per questo motivo, accanto alla modernità incontrerete il tipico ambiente marinaio di sempre, ricco di stradine strette e assolate, di vestiti stesi ai balconi, di bambini che giocano in strada, di sapore di mare e odore di sale che si sprigiona dai vicoli. Questo quartiere trova il maggior cambiamento nelle sue spiagge, completamente ripulite e sulle quali hanno preso posto una serie di ristoranti ed il caratteristico “Homenatge a la Barceloneta” (omaggio alla Barceloneta).

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La costruzione a forma di cubi sovrapposti disegnata da Rebecca Horn e piantata saldamente in mezzo alla spiaggia, venne donata alla città dall’artista tedesca a seguito di un concorso artistico di selezione di opere architettoniche per abbellire la città in occasione delle Olimpiadi.

Vennero poi costruite le torri Mapfre ed Arts, alte 153 m e per questo terze nelle classifica delle torri più alte della Spagna, un emblema della rimodellazione urbanistica e del conseguente rilancio di questa zona. C’è poi il grande “Peix” (pesce) dorato, ideato da Frank Gehry, simbolo anch’esso dei Giochi Olimpici, o la scultura “David i Goliat” di Antoni Llena, che, con i suoi tubi di acciaio inossidabile e alluminio, ed un’ampia lamina grigia forata di 120 metri quadri, domina la rotonda ai piedi delle due torri e ricorda la distruzione dei quartieri operai, inghiottiti dalla re-urbanizzazione che ha coinvolto la zona.

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