Italiano e spagnolo: false friends che possono generare imbarazzo o malintesi

L’italiano e lo spagnolo si sa sono molto simili. Ma così come gli italiani e gli spagnoli hanno identità culturali, usi e costumi diversi, anche i linguaggi usati in questi due paesi mediterranei lo sono. Ma è proprio vero che a un italiano basta aggiungere una “s” alla fine delle parole e troncare qualche vocale per farsi capire, bene o male, dagli spagnoli?

Esistono false friends tra queste due lingue? Proviamo ad andare al ristorante e scopriremo che dei piccoli o grandi malintesi sono dietro alla porta.

Se chiedete l’aceite non aspettatevi che arrivi l’aceto magari balsamico, anzi se il cameriere vi aveva già portato l’olio, questi vi guarderà in modo strano. Non usate caldo a meno che non vogliate ordinare una minestra. Se avete voglia di selvaggina e non sapete come si dice lepre (liebre) non dite lepra a meno che non vogliate la lebbra. Se sul menù leggete setas e pensate che non siano commestibili ricordatevi che sono funghi. A colazione non chiedete pan y burro a meno che non vogliate mangiare pane e asino. Se siete golosi e vi offrono una galleta accettate perché è un biscotto mentre se invece chiedete un biscote vi ritroverete con una fetta biscottata.

  Il burro... e l'asino..in spagnolo..el burro!  

Naturalmente le insidie si incontrano anche nella vita di tutti i giorni. Se conoscete uno spagnolo che va in oficina in giacca e cravatta e vi stupite della sua eleganza ricordatevi che lavora in ufficio e non in officina o se vi dice che va al banco va in banca. Ricordatevi inoltre che la tienda non è una tenda ma un negozio e che invece il negocio è un affare e non un posto fisico. Se un amico vi dice di fare un nudo non vuol dire che vuole farvi delle foto di nudo ma che facciate un nodo. Se volete invitare qualcuno in camera la parola giusta non è nè camara (macchina fotografica) nè cama (letto), ma cuarto o habitación. Se vi regalano dei fiori non cercate un vaso de agua perché in un bicchiere d’acqua non ci starebbero!
Se avete fame e cercate di farvi capire da un amico spagnolo, che vi sta accompagnando nella vostra visita in terra iberica, non dovrete dire “afamado” perchè lui vi chiederà dove avrete visto un personaggio famoso ma dovrete dire “tengo hambre”.

Ci sono poi parole come nomi di città o nomi di associazioni che in spagnolo possono essere fraintesi. Qualche esempio? Se lavorate per la pro loco scanditelo bene altrimenti potrebbe essere scambiato per para/por locos (per pazzi). E se andate in vacanza a Cortina ricordatevi che in spagnolo significa tenda. Siete in vacanza al mare? La barca a vela si chiama velero e la vela è una candela.

Infine, non posso non concludere con qualche figuraccia. Quando ho visto il cartello no pisar in un prato, ho chiesto a una amica se pisar fosse una usanza spagnola e mi ha spiegato che significa non calpestare. Una sera ho fatto una gaffe e ho detto estoy embarazada (sono incinta) e allora sono morta dalla vergogna perché di sicuro non ero in dolce attesa, ma tutti mi fissavano la pancia per capire se lo ero. L’altro ieri la mia coinquilina mi ha raccontato la sua serata concludendo con ¡Qué guay! (che figata!) e io pensavo “quale guaio?”. Da ultimo una raccomandazione: pollo rimane pollo e non ordinate una polla a meno che non vogliate generare una risata generale.

A voi è mai capitato?

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1 COMMENT

  1. ahahahahaha troppo divertente quando si creano le situazioni simpatiche, ci si fa tantissime risate!

    bisogna ridere dei propri errori, non credete? 🙂

    • Ciao Alfonso!
      Sisi davvero!Si creano delle situazioni a volte troppo ridicole 🙂 Io mi ricordo di una mia amica che aveva vergogna e disse che “estaba embarazada” 🙂

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