Intervista al Centro Culturale A.M.A l’Italiano

Nel 2009 gli italiani a Barcellona sono diventati la comunità più numerosa; ma perché per molti questa città è così affascinante, quali sono le difficoltà che un italiano incontra appena arrivato. Queste sono alcune delle domande che ho fatto ad Ada, Michela e Andrea, i fondatori del Centro culturale AMA l’italiano.

Qual è la vostra esperienza a Barcellona?
La nostra esperienza a Barcellona è cominciata circa tre anni fa quando abbiamo vinto un concorso del Ministero degli Affari Esteri Italiano per insegnanti di italiano come lingua straniera.

Perché proprio a Barcellona? Vi piace questa città?
È stato un po’ il caso a portarci qui. La città ci ha accolti così come la sua gente ed al termine del nostro mandato, abbiamo deciso di sviluppare un progetto che da molto tempo era a metà tra il sogno e l’aspirazione professionale. Così, circa un anno fa, abbiamo fondato il Centro Culturale AMA l’italiano, nome che nasce dalla passione per la cultura e la lingua italiana e dall’acronimo dei nostri nomi: Ada, Michela e Andrea.

Cosa ci potete raccontare della comunità italiana a Barcellona?
Per noi che venivamo dall’Italia è stata una gran sorpresa scoprire quanto fosse estesa la presenza degli italiani a Barcellona. Probabilmente, all’interno della comunità italiana qui presente è possibile distinguere tre tipologie di persone: i turisti di passaggio; i residenti della nuova generazione, lavoratori, artisti e professionisti in cerca di gratificanti opportunità; i residenti di lunga data.

patio interior a Barcellona

differenze identità linguistiche e culturali

Difficoltà che un italiano incontra quando viene a Barcellona?
Sappiamo, per esperienza diretta e non, che una delle maggiori difficoltà è quella di trovare una casa. Purtroppo gli affitti sono molto alti, soprattutto se si vuole abitare in centro ed aspetto da non sottovalutare è la mancanza di luce naturale che caratterizza la maggior parte degli appartamenti, per non parlare poi delle stanze che danno ai patios interiores, cortili interni. 

Altra grande difficoltà può essere quella di sottovalutare la differenza dell’identità culturale e linguistica della Catalogna rispetto al resto del paese. Le problematiche relative alla non accettazione sono inevitabili, ma allo stesso tempo risolvibili attraverso l’integrazione prima linguistica e poi culturale, dato che riteniamo che una lingua sia il canale principale per entrare in contatto con una cultura e la sua gente. 

Avete qualche aneddoto interessante o buffo da raccontare su quello che gli italiani pensano dei barcellonesi o viceversa?
Probabilmente gli stereotipi che si raccontano sui catalani ed enfatizzati anche dalla famosa serie TV Plats bruts sulla loro taccagneria, riservatezza, poca ospitalità, la Sardana della domenica mattina e direi l’erigere castelli umani per poi rifocillarsi con pan amb tomaquet hanno un fondo di verità ed è tutto sommato buffo notare gli stessi catalani scambiarsi e farsi volentieri quattro risate su e con i loro amici italiani. Inoltre, per noi insegnanti di lingua, risultano molto divertenti anche quegli “scontri linguistici” tra catalani provenienti da zone diverse, dovuti alle differenze nelle varietà linguistiche del catalano.

corso di cucina, foto di Centro Culturale Ama l'Italiano

attività centro culturale AMA l'italiano

Quali attività/servizi offrite?
La nostra principale attività è quella di offrire corsi di lingua e di cultura italiana tra cui seminari di cucina, cinema, fotografia, scrittura creativa e tanti altri! Tutti rigorosamente in italiano!
Contornati da un’ampia offerta di attività culturali gratuite, interamente proposte ed organizzate con la collaborazione di artisti italiani presso il Centro il Pou de la Figuera, situato nel quartiere della Ribera-Born. Al momento non offriamo ancora servizi di accoglienza o orientamento per gli italiani appena arrivati in città, ma speriamo di farlo in futuro.

Se siete curiosi di conoscere quali attività promuove il Centro Culturale AMA l’Italiano consultate il loro sito web.

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