Perchè tanti italiani a Barcellona?

Continua a crescere la presenza italiana a Barcellona. È infatti italiano un quinto dei 300mila immigrati presenti nel capoluogo catalano (18,1%). Un’enormitá, che diviene ancor piú sorprendente se si pensa al fatto che questa tendenza é in continua crescita. I dati qui proposti sono contenuti nel secondo rapporto annuale realizzato dall’Ayuntament di Barcellona, che considera la popolazione residente all’inizio del 2009 e diffuso in Italia da AnsaMed.
Tale rapporto evidenzia come negli ultimi tempi l’immigrazione italiana verso la capitale catalana sia sempre maggiore, nonostante siamo davanti ad un forte ritorno in patria ( a causa della crisi) decisamente più  alto rispetto agli anni scorsi.
Gli italiani sono diventati così il primo gruppo nazionale, sorpassando la comunità peruviana che ha visto diminuire la sua presenza per i numerosi rimpatri.
Nel 2008 il numero di italiani residenti a Barcellona è aumentato di 1.841 persone; seguito da quello dei pakistani (1.769), dei cinesi (1.138) e degli indiani (1.029).

Ma dove vive la grande maggioranza degli ormai Italo-Spagnoli?
I quartieri che piú contano la presenza di Italiani sono quelli dell’Eixample e di Sarriá Sant-Gervasi, quartieri residenziali che ospitano la “borghesia” barcellonese;  in controtendenza con quanto viene spontaneo pensare degli italiani a Barcellona ( si ha spesso l’immagine del ragazzo ex-Erasmus che si stabilisce nella città vedendola come un enorme parco divertimenti) El Periódico, il quotidiano spagnolo, rileva infatti come la comunità italiana barcellonese sia costituita soprattutto da managers, professionisti, creativi e giovani laureati.

Su questi ultimi il quotidiano concentra la propria attenzione: sono quei 30enni neolaueati, (i “milleuristi”, rifacendosi ai nuovi termini che vanno per la maggiore in Italia di questi tempi ) pieni di voglia di far e di provare ma che, vedendosi chiuse le porte italiane, puntano su Barcellona, per costruirsi un futuro di libertà, professionale e sociale. Barcellona prima di Londra, Berlino o Parigi, le grandi capitali d’Europa, per ragioni molto semplici: il clima, la lingua e la cucina, affini a quelli italiani, poi l’idea di libertà, dinamismo e di stile di vita, che coniuga impegno professionale con la vivacità notturna e i numerosi eventi culturali e che attira a Barcellona migliaia di persone da tutta Europa.

Generalizzare sarebbe però, come in un qualsiasi contesto, sbagliato. Non si parla infatti di Barcellona come di un’oasi felice, ma semplicemente come di un luogo simile all’Italia, ma senza un gran numero di aspetti negativi che fanno si che i giovani ne vogliano scappare.

Federico

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